Correva l'anno...
Nel 2012 e nel 2018 due eventi fondamentali per lo sviluppo della nostra storia.


Partendo dall’esigenza di ri-pensare e ri-mappare le infinite diramazioni della colonizzazione che si snodò dal Mediterraneo e utilizzando varie espressioni artistiche come testimonianze di nuove costruzioni transculturali, gli incontri intesero rivalutare la complessità dello scambio ‘acqueo’ soffermandosi sulla musica come forma d’interferenza privilegiata.
In quest’ottica, il Mediterraneo e l’Atlantico diventano archivio fluido; liquida collezione di vite; palcoscenico di un necessario percorrere la terra con le radici come bagaglio; spazio nuovo di sperimentazione e contaminazione di linguaggi.
La malinconia portoricana, le inflessioni arabe, il folklore pugliese, i controtempi gitani, le perturbazioni marittime nel loro viaggiare creano nuove sonorità narrative destinate a essere deviate dall’acqua stessa e, mescolandosi alle lingue blues dell’Atlantico nero, creano nuove configurazioni sociali ed artistiche.

